Casa Cariddi, il presidio No Ponte permanente a Messina. Venerdì 11 luglio incontro sui cavi del ponte
A Torre Faro, nuovo appuntamento pubblico sui punti critici del progetto.
di redazione MEZZODì
Casa Cariddi è uno spazio civico e culturale nato nell’estate del 2025 a Torre Faro, Messina, su iniziativa del Comitato No Ponte Capo Peloro. Il presidio si trova nell’ex ufficio postale di via Nuova 16, a poche decine di metri dal punto previsto per l’installazione del pilone principale del ponte sul versante siciliano dello Stretto. La sua posizione, nel cuore del borgo e a ridosso della futura area cantierizzata, lo rende un luogo dal forte valore simbolico e strategico. All’interno di questo spazio proseguono, con cadenza regolare, incontri pubblici di approfondimento tecnico e giuridico sui diversi aspetti del progetto del ponte.
Dopo un primo appuntamento dedicato all’utilizzo dell’acqua dei messinesi nei cantieri, tenutosi il 4 luglio, Casa Cariddi ospiterà venerdì 11 luglio, alle ore 18:00, l’incontro Il ponte non regge. Al centro dell’iniziativa ci sarà la questione della tenuta dei cavi che dovrebbero sostenere l’impalcato. A intervenire sarà l’ingegnere Antonino Risitano, che già in altre occasioni ha sollevato perplessità sulla tenuta strutturale del sistema funicolare del ponte, ricevendo risposte ufficiali da parte di tecnici della società Stretto di Messina, che tuttavia non lo hanno convinto. Durante l’incontro, Risitano illustrerà le ragioni alla base delle sue posizioni e ribadirà il suo punto di vista, sintetizzato nella formula: “I cavi del ponte sullo Stretto non tengono”.

Inaugurato il 14 giugno, Casa Cariddi si propone come centro di aggregazione e resistenza, nato con l’intenzione di offrire uno spazio fisico alla comunità che si oppone alla costruzione del ponte. Fin dalla sua apertura è diventato un punto di riferimento per l’organizzazione di attività culturali, incontri pubblici e momenti di confronto sui temi legati alla trasformazione del territorio. Il giorno dell’inaugurazione sono stati presentati il progetto Di qua dal faro – Messina Waterfront storico, un dibattito con imprenditori locali e la proiezione del documentario Sea of Legend, mentre il giorno seguente si è svolto un flashmob in collaborazione con Libera, dedicato al contrasto alle ecomafie.
Durante l’estate, Casa Cariddi ha continuato a ospitare laboratori teatrali, corsi di giornalismo, mostre, assemblee e approfondimenti giuridici legati alle procedure di esproprio avviate in vista del progetto. Il 27 giugno si è tenuto un incontro con avvocati e attivisti per chiarire le possibili azioni a tutela dei cittadini coinvolti nelle espropriazioni. Il presidio ha anche collaborato con testate indipendenti e collettivi artistici: la redazione di The Messineser, ad esempio, ha lanciato da qui una call per illustratori dal titolo Eritemi, invitando a raccontare visivamente i “bruciori collettivi” della contemporaneità.
L’apertura di Casa Cariddi si colloca all’interno di una lunga storia di mobilitazione che, fin dai primi anni Duemila, ha visto nella zona dello Stretto un ampio movimento di opposizione alla realizzazione del ponte. Già nel 2006, un corteo cittadino a Messina aveva riunito decine di migliaia di persone, unite dalla volontà di difendere il paesaggio, l’equilibrio ambientale e le comunità locali da un progetto ritenuto speculativo e non sostenibile.
In questo contesto, Casa Cariddi rappresenta oggi una nuova tappa di quella mobilitazione. Luogo di incontro e di elaborazione collettiva, è stato definito dal comitato come “la nostra base sotto il pilone”. Un presidio che non si limita alla denuncia, ma che prova a costruire dal basso nuove forme di presenza e cura del territorio, proprio nel momento in cui prende corpo il processo di cantierizzazione.
Link:
IG @casacariddi
FB Casa Cariddi
