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SICILIA: Il cinema indipendente a San Vito Lo Capo. Anteprime, mare e diritti al SiciliAmbiente Film Festival 2025

Un evento proteso tra terra e mare, dove il cinema indipendente esplora crisi ecologiche, memorie collettive e sguardi sommersi.

di redazione MEZZODì

A San Vito Lo Capo, borgo costiero sospeso tra la sabbia bianca e le linee turchesi del mare trapanese, dal 14 al 19 luglio torna il SiciliAmbiente Film Festival, giunto alla sua diciassettesima edizione. Un festival internazionale che da anni si muove con discrezione e precisione nei territori del cinema indipendente, intrecciando ecologia, diritti umani, conflitti e trasformazioni in un racconto plurale, corale, spesso poetico.

Due le sale attive ogni sera:
– la Sala 1, ospitata nel Giardino di Palazzo La Porta, sede del Comune, nel cuore del paese;
– la Sala 2, un anfiteatro affacciato sulla spiaggia, in via Faro.
Tutte le proiezioni sono gratuite, a sottolineare l’intento partecipativo e comunitario che da sempre anima la manifestazione.

Il programma si articola in quattro sezioni competitive:
Lungometraggi di finzione, Documentari, Cortometraggi, Animazioni.

A queste si aggiunge una nuova sezione fuori concorso, Scienze del mare, realizzata in collaborazione con alcune università europee. Ad aprire questa finestra dedicata agli ecosistemi marini saranno tre titoli in anteprima internazionale: Presto di Mathia Coco e Blue Kinships. Documenting Ocean Relationships di Federico Fornaro, entrambi italiani, e Listen to the poles: Antartica di Pepe Molina Cruz, dalla Spagna.

Il programma delle anteprime internazionali prosegue con Pride of the Gobi di Will Parrinello (Stati Uniti/Mongolia), Brujas di Cesare Maglioni (Spagna) e Love lost. Dreaming my dreams di Gaia Marinese (Francia).

Nutrito anche il panorama delle anteprime nazionali. Nella sezione cortometraggi arrivano Il lamento degli alberi di Gianpiero Mendini (Italia), The Wrestlers of Dakar di Mamadou Dia (Regno Unito/Senegal), Yarê di Sallar Othman (Austria), e My Crutch di Ahmad Tariq Hamad (Palestina). Per i documentari, saranno presentati in prima nazionale Where Two Oceans Meet di Lauren Scott (Francia) e Sargassum di Claude Barnes (Canada). Nella sezione lungometraggi di finzione, spicca Jahia’s Summer di Olivier Meyes (Belgio).

Accanto al cinema, come sempre, un ecosistema di iniziative costruisce una geografia diffusa fatta di incontri, suoni, visioni. Le giornate del festival saranno animate da presentazioni di libri a cura di Navarra Editore, mostre – tra cui la fotografica permanente Natura Ambiente di Nino Pillitteri –, concerti, dibattiti, panel tematici, laboratori per bambini e ragazzi, ed escursioni alla scoperta del territorio. Un mosaico di linguaggi che fa del festival non solo un programma culturale, ma un’esperienza immersiva e vitale.

Tra gli eventi speciali, il 15 luglio sarà proiettato Human Lights – 50 anni di Amnesty International Italia di Fabio Masi, con interventi del regista e di Francesca Corbo. Il 19 luglio è attesa la prima proiezione in Sicilia del documentario Il prezzo che paghiamo di Sara Manisera, prodotto da Greenpeace Italia e ReCommon, seguita da un panel sull’ecoansia con la psicologa Feride Sheshi e Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia.

Due i progetti inediti pensati per questa edizione. Ogni sera sarà proposta una striscia firmata da Marco Pasquini, San Vito Lo Capo Underwater, serie di cortometraggi subacquei dedicati ai fondali del trapanese. Prima di ogni proiezione verranno inoltre presentate le strisce d’archivio AAMOD, selezionate dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico.

Il programma formativo del festival si concentra nei giorni 17 e 18 luglio con la masterclass del regista Davide Gambino, intitolata Dalla realtà allo schermo: tra autorialità e serialità documentaria, dedicata a chi vuole approfondire le dinamiche del cinema del reale.

A valutare le opere in concorso saranno due giurie ufficiali. Per i cortometraggi: Marco Pasquini, documentarista e direttore della fotografia, Chiara Spagnoli Gabardi, giornalista e critica cinematografica, e Aglaia Mora, attrice e regista. Per i documentari: Florencia Santucho, cineasta e direttrice di festival, Pedro Armocida, critico e docente, e Mimmo Calopresti, regista e sceneggiatore.

Il direttore artistico Antonio Bellia, alla guida del festival sin dalla prima edizione, riflette sull’urgenza e sulla delicatezza dei temi affrontati, ricordando come il cinema, anche nei momenti più tesi o oscuri, riesca a restituire bellezza, intuizione e leggerezza. E forse proprio in questa capacità sta il senso profondo del festival: trasformare l’inquietudine del presente in immaginazione condivisa.

Dal tramonto fino a notte inoltrata, San Vito Lo Capo si trasformerà così in un laboratorio a cielo aperto per chi immagina un altro modo di raccontare il mondo.

Link: festivalsiciliambiente.it/

Video: https://youtu.be/vHdKybDEcxA

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