Puglia. Suoni della Murgia chiude con Pietrafonie e la magia del Sud
Un festival che come un laboratorio visivo e musicale intreccia tradizione popolare, jazz e cinema documentario.
di redazione MEZZODì
Giovedì 21 agosto, ad Altamura, la Dimora Cagnazzi farà da cornice alla serata conclusiva della XXIV edizione di Suoni della Murgia, uno dei festival più longevi della Puglia, capace ogni anno di intrecciare paesaggi, storia e nuove sperimentazioni musicali.
L’ultima serata propone Pietrafonie, concerto e presentazione del disco pubblicato da Visage Music e firmato da Francesco Savoretti (percussioni), Fabio Mina (flauto) e Maria Moramarco (voce), con le sculture di Vito Maiullari. Un lavoro nato da tre anni di ricerca e sperimentazione, dove i canti della tradizione orale dell’Alta Murgia incontrano i linguaggi improvvisativi del jazz e le sonorità elettroniche.
Al centro del progetto la pietra, elemento fisico e simbolico del territorio, declinata nei titoli e nelle sonorità dei brani “Pietra viva”, “Pietra a pietra”, “Pietra e polvere”. La voce di Maria Moramarco, tra le più riconosciute della musica popolare italiana, si intreccia con le esplorazioni timbriche di Mina e Savoretti, fondatori del duo Threshold, che lavora al confine tra tradizione e tradimento, tra conservazione e trasformazione del patrimonio orale.

L’edizione 2025 del festival si chiude anche con il cinema, con una proiezione in apertura alle 19.30 di quattro cortometraggi di Luigi Di Gianni, realizzati tra Puglia, Basilicata e Abruzzo negli anni ’50 e ’60. L’iniziativa, curata dal Cineclub Formiche Verdi in collaborazione con la Cineteca di Bologna, sarà introdotta dal critico Valerio Monacò. A seguire, alle 21, il concerto Pietrafonie. Ingresso 6 euro.
Con una ventina di appuntamenti ospitati tra Altamura, Terlizzi, Santeramo in Colle e Minervino Murge, Suoni della Murgia ha confermato la sua vocazione internazionale e la capacità di valorizzare luoghi naturali e architettonici spesso poco conosciuti. Un percorso che negli anni, sotto la direzione artistica di Luigi Bolognese, ha costruito un dialogo tra paesaggio, memoria e linguaggi contemporanei.
