Sardegna. INTERZONE celebra dieci anni di ricerca sonora a Campidarte
Un percorso dedicato alle forme contemporanee del suono, tra improvvisazione, strumenti analogici e pratiche corporee.
di redazione MEZZODì
La decima edizione di INTERZONE 2025 torna il 22 e 23 novembre a Campidarte, il centro culturale di Ussana, confermando l’impegno della rassegna verso la ricerca sonora contemporanea. Ideata da Roberto Pellegrini, musicista e ricercatore scomparso nel 2014, l’iniziativa prosegue il lavoro avviato dieci anni fa interrogando i linguaggi dell’improvvisazione e le pratiche che attraversano acustica ed elettronica. Due giornate a ingresso gratuito dedicate all’ascolto e alla costruzione di spazi in cui il suono diventa materia in trasformazione.
La prima giornata si apre venerdì 22 novembre dalle 20 con il Duo Volta_Rivolta e Permanenza (secondo modulo). Francesca Romana Motzo e Francesco Ciminiello propongono un lavoro fondato sulla vibrazione del metallo come elemento performativo, con attenzione alla relazione tra corpo, respiro e gesto. La serata prosegue dalle 21 con Antonio Lai e NX Live, un progetto che combina chitarra elettrica, sistemi digitali interattivi e sensori, permettendo interventi in tempo reale su sintesi e spazializzazione. Dalle 22 il dialogo tra tromba e dispositivi acustici ed elettroacustici caratterizza il duo formato da Mauro Medda e Massimo Olla, con l’utilizzo di strumenti artigianali e dispositivi analogici che generano risonanze e tessiture in continua evoluzione. La chiusura della giornata, prevista alle 23, è affidata al Marco Morandini Trio, impegnato in una rilettura degli standard jazz degli anni Cinquanta e Sessanta attraverso una pratica di equilibrio dinamico e libertà interpretativa.

Sabato 23 novembre il programma riparte alle 17 con il Crosswind Ensemble, nato nel 2025 al Conservatorio di Cagliari. Chiara Atzori, Ramprasad Secchi, Caterina Monaco, Matteo Marongiu e Marco Puddu lavorano sul rapporto tra fraseggio jazz e pulsazione flamenco, muovendosi tra bulerías, armonie modali e improvvisazione. Alle 18 è la volta di Inside S. Project, creato da Silvia Bandini e Marco Caredda, che esplora la relazione tra corpo, suono e spazio coinvolgendo il pubblico in un processo performativo in cui movimento e materia sonora procedono insieme. Dalle 19 si esibiscono i Resonant Paths, con Matteo Maccioni, Caterina Monaco, Alessandro Loddo e Antonio Orrù: un quartetto che alterna scrittura collettiva e improvvisazione, attraversando atmosfere post-bop e momenti più rarefatti. La rassegna si chiude alle 20 con Arràmini, il progetto che riunisce Andrea Lai, Stefano Colombelli e Antonio Pinna in una ricerca improvvisativa basata sull’ascolto reciproco, sulla presenza fisica e sul rapporto diretto con la materia sonora.
Il percorso di INTERZONE è portato avanti dal gruppo formato da Daniele Ledda, Massimo Tore, Marco Caredda, Donatella Meloni, Roberto Migoni, Francesco Ciminiello e Andrea Desogus, che prosegue l’insegnamento e l’eredità di Roberto Pellegrini attraverso un lavoro condiviso tra artisti, musicisti e studiosi.
L’evento è realizzato con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (RAS L.1/90 art. 56) e della Fondazione di Sardegna.
21 novembre 2025
Web: campidarte.org
