A Proposito di Impronta 018 - Guillermo Laurin
Composizione:
La composizione sottrae il corpo a qualsiasi possibilità di ricomposizione e lo trasforma in un territorio instabile, segnato da separazioni e interruzioni. La figura coincide con un’identità non riconoscibile, una presenza che sembra perdere progressivamente i propri confini e diventare materia.
Nella parte alta, la ripetizione dei segni circolari introduce una componente quasi ossessiva. Come tracce di un passaggio o di una pressione, gli elementi insistono sulla superficie, memoria di qualcosa che non è più interamente presente. Il corpo appare così come ciò che resta dopo una sottrazione: testimonianza fisica di una presenza trasformata, sospesa tra permanenza e dissoluzione.
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Tecnica:
La tecnica analogica a contatto inserisce l’opera nella tradizione della fotografia cameraless e del
fotogramma, sviluppata nelle ricerche di Man Ray e László Moholy-Nagy. La forma prende corpo
dall’impronta e dalla luce. L’immagine agisce come traccia fisica. La superficie fotosensibile
assorbe pressione, microstrutture e masse corporee, restituendo uno studio anatomico ultra realistico
fondato sull’indice. La distorsione assume valore plastico e produce una visione di matrice cubista,
sincronica nello spazio e nel tempo, dove più piani corporei si depositano nello stesso presente
dell’esposizione. Il bianco e nero concentra lo sguardo sulla materia, sul peso e sulla superficie,
affidando al contatto il compito di produrre conoscenza.
Guillermo Fernando Laurin Salazar lavora tra fotografia, cinema, documentario e teatro, con un percorso che attraversa America Latina ed Europa e si sviluppa da oltre quarant’anni in ambito artistico, educativo e produttivo.
Formato tra Colombia e Italia, costruisce la propria pratica attorno alla luce come linguaggio, alla relazione tra corpo e spazio e al lavoro collettivo nei contesti culturali.
Nel corso della sua attività ha collaborato con emittenti e agenzie internazionali come RAI, Mediaset, La7, Sky, Euronews, ABC e APTN, operando come direttore della fotografia e operatore di ripresa in ambito televisivo e documentaristico. Ha lavorato per società di produzione tra cui Wesson & Boyle, Time Code e NPE Video, occupandosi di reportage, servizi culturali e produzioni a carattere sociale e ambientale.
In ambito cinematografico e documentario ha firmato la regia e la produzione di IGNORANT: No Carbone a Saline (2013) e ha realizzato lavori di ricerca visiva in Ecuador e Colombia, tra cui un documentario sulla figura di Monsignor Leonidas Proaño. Parallelamente, porta avanti un’intensa attività nel teatro come lighting designer, direttore tecnico e direttore della fotografia di scena, collaborando stabilmente con l’Associazione Culturale Teatro Primo e con festival come il Magna Graecia Festival, per produzioni quali Elektra, La lunga notte di Medea, Anna Capelli, Inganni, La morte addosso e Piagata.
Accanto al lavoro artistico, Laurin svolge da anni attività di formazione in ambito audiovisivo e fotografico, insegnando in istituti tecnici, musei e fondazioni culturali, con particolare attenzione all’uso della luce e alle tecniche analogiche di ripresa e stampa.
DETTAGLI
*Su MEZZODì gli autori ricevono il 90% dalle donazioni e l'80% dalle vendite
Le riproduzioni sono certificate per qualità di stampa, supporti e fedeltà alla creazione dell'autore.
Opera originale: Fotografia analogica a contatto
34x25 cm | 2015