A Proposito di Proteggo l’incanto - Manuela Caruso
Un abbraccio silenzioso tra umano e creatura immaginaria, immerso in un paesaggio notturno essenziale e simbolico. Una figura seduta stringe a sé un unicorno bianco, in un gesto che richiama tenerezza, protezione e malinconia. L’atmosfera è rarefatta, quasi sospesa, attraversata da una tensione affettiva che unisce il visibile e l’invisibile, il possibile e l’estinto. L’opera rilegge in chiave intima e contemporanea la Vergine con unicorno del Domenichino (1602), trasformando l’icona sacra in un’immagine laica, personale, radicata nel desiderio di custodire ciò che va perduto.
“Quello che mi ha colpito e mi ha spinto a riprodurre quest’opera sta tutto in quell’abbraccio consolatorio, come a voler sottolineare l’importanza della fantasia e della purezza, da proteggere, e l’importanza di salvaguardare qualcosa che si è estinto, un monito per la nostra specie.”
Manuela Caruso
Manuela Caruso, in arte Maca, nasce e cresce a Messina, in Sicilia, il legame con la sua terra si evince dai suoi ultimi lavori che parlano della potenza della natura, della sua enorme resistenza e del legame tra uomo e natura.
Per lunghi anni il suoi lavori pittorici e più in generale la sua attenzione tendevano verso temi antropologici e sociali. Creava in modo quasi ossessivo ritratti, volti senza organi sensoriali. Gradualmente questa attenzione si è allargata anche oltre l’uomo, vedendo sempre di più la natura che lo circonda e fondendoli insieme, come in un unico corpo.
Ha indagato temi come l’identità (serie “Individuo”: facce di individui che negli anni diventano facce immaginate, organi sensoriali che si cancellano, sguardi vuoti, ossa emerse, scheletri rivolti all'esterno (serie “riVolto”), ha parlato dell'infinito essere che si trasforma (performance riVolto), del limite della percezione sensoriale, delle appendici sensoriali e dei punti di contatto tra il micro e il macro (serie “mM”) Ha affrontato temi come la resistenza in natura come grande esempio per l’uomo (serie “Res”) della potenza e dell'ineluttabilità.
Ora la sua poetica è diventata più semplice. Il ‘realismo magico’ delle sue illustrazioni ci fa immaginare utopici mondi, facce stupefatte dalla meraviglia, espressioni di estasi, bisogno di incanto.
Situazioni verosimili o assurde creano pensieri molteplici come molteplici sono le possibilità della realtá, spesso ne cambia il paradigma per empatizzare ed arrivare dritta al messaggio, così spesso l’acqua diventa fuoco e le braccia diventano oblunghe o pelose; per abbracciare meglio la realtà.
Maca non si rispecchia in un genere; l'espressione artistica è fluida.
Infatti dice di sei: “esploro ogni via che riesco ad esplorare...simbolica, concettuale, espressiva, istintuale. Mi sento cangiante. Amo troppo l'arte in tutte le sue sfaccettature e possibilità per riuscire ad ingabbiarla.”
I suoi mezzi espressivi sono molteplici; spazia dal disegno grafico alla pittura, dalla poesia visiva (“poemie”) ai murales, dalle installazioni alle illustrazioni e dalle piccolissime dimensioni alle superfici estese. Ogni mezzo è buono per esprimersi, tutto può prestarsi al gioco espressivo, anzi spesso i luoghi, le superfici e i materiali sono fonte di ispirazione.
Ha fatto diversi lavori di street art nella sua città Messina e in Sicilia, anche se non si definisce una street artist.
Ha organizzato e partecipato a diverse mostre collettive e personali in Sicilia e Calabria.
È co-fondatrice del Collettivo Festanera il cui obiettivo è quello di unire varie arti (musica, teatro, cinema, pittura, installazioni) alla festa.
Installazioni e live painting sono diventati il suo mezzo prediletto.
Da un tre anni insegna pittura all'ABAM (Accademia di belle arti di Messina).
DETTAGLI
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Le riproduzioni sono certificate per qualità di stampa, supporti e fedeltà alla creazione dell'autore.
Opera originale: Pittura digitale (2025)
In vendita: Stampa numerata con autentica (100 copie)
30 x 40 cm