Nel 1060 Messina era sotto il dominio degli Arabi, che avevano cacciato i Bizantini dall’isola. Inizialmente tolleranti verso i cristiani, gli Arabi cambiarono atteggiamento, imponendo il Corano, ostacolando i riti cristiani e commettendo violenze contro la popolazione. Stanchi delle oppressioni, i messinesi decisero di chiedere aiuto ai Normanni, che avevano già conquistato gran parte dell’Italia meridionale.
A Mileto, in Calabria, Ruggero d’Altavilla, ultimo figlio di Tancredi, sognava di conquistare la Sicilia e fare di Messina la sua dimora. Suo fratello Roberto, Duca di Puglia e Calabria, sosteneva le sue ambizioni. Quando un’ambasceria segreta dei messinesi giunse a Mileto per implorare il suo aiuto contro il dominio arabo, Ruggero colse immediatamente l’occasione, promettendo il suo sostegno.
Un giorno, mentre passeggiava lungo la costa di Scilla, Ruggero rifletteva su come attraversare lo Stretto di Messina e affrontare gli Arabi, molto più numerosi. Improvvisamente, udì una musica marziale alternata a lamenti, proveniente dalla costa siciliana. Perplesso, si rivolse a un eremita seduto su uno scoglio: «Da dove provengono quei suoni?» Il vecchio indicò la costa messinese: «Lì ballano i Saraceni e piangono i Cristiani in schiavitù.» Ruggero, turbato, interpretò queste parole come un segno del destino.
Mentre osservava il mare, vide emergere la Fata Morgana, che cavalcava un cocchio bianco-azzurro trainato da sette cavalli con criniere azzurre. «Vieni, Ruggero,» disse Morgana con voce ammaliante, «ti aiuterò a conquistare Messina.». La fata gli promise un esercito pronto a combattere al suo fianco e gli propose di attraversare lo Stretto sul suo cocchio. Ruggero, però, rifiutò con fermezza: «Non è con la magia o con l’inganno che libererò Messina. Mi affido solo a Cristo Nostro Signore.»
Offesa, Morgana agitò la sua bacchetta e creò un miraggio: sulla costa siciliana apparvero castelli, templi, giardini e colline rigogliose. «Guarda, Ruggero. Questa è Messina. Sali sul mio cocchio e sarà tua.» Ruggero replicò: «Non conquisterò questa terra con gli inganni. La Sicilia sarà mia solo per volontà di Dio.» Alle sue parole, il miraggio svanì e Morgana scomparve furiosa, lasciando Ruggero determinato più che mai.
Nel 1061, Ruggero, con l’aiuto del fratello Roberto, attraversò lo Stretto di Messina e conquistò la città, dando inizio alla liberazione della Sicilia. L’assalto fu seguito da altre vittorie, inclusa la conquista di Palermo nel 1072, che segnò la fine del dominio arabo sull’isola. Nel 1086, Ruggero entrò trionfalmente a Messina, accolto dalla popolazione festante. Portò pace e cristianità nell’isola, realizzando il sogno di liberarla dalla tirannia araba e segnando l’inizio di una nuova era sotto il dominio normanno.
C.M. Pellicanò,
Messina Misteriosa – Miti e Leggende della Città dello Stretto,
Samperi Editore, Messina, 2017
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