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Bagnara e la leggenda di Gaziano - Roberta Samperi

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A Proposito di Bagnara e la leggenda di Gaziano - Roberta Samperi

La leggenda di Gaziano racconta le origini mitologiche di Bagnara Calabra, una cittadina affacciata sulla costa tirrenica della Calabria.

Gaziano era un giovane pastore che viveva tra le alture dell’Aspromonte, pascolando il suo gregge e conducendo un’esistenza semplice e serena. Un giorno, mentre riposava all’ombra di una quercia, il suo destino cambiò per sempre. Dalle onde del mare emerse una figura femminile di straordinaria bellezza: una ninfa, figlia della dea Teti, regina delle acque. La visione incantò il giovane, che se ne innamorò immediatamente.

Determinato a incontrarla, Gaziano scese fino alla spiaggia, cercandola disperatamente, ma senza successo.Ogni giorno tornava nel luogo in cui l’aveva vista, lasciando una rosa come simbolo del suo amore e della sua speranza di rivederla. Tuttavia, la ninfa continuava a sfuggirgli. Ossessionato dalla sua immagine, Gaziano decise di intraprendere un viaggio alla sua ricerca. Costruì una zattera e si avventurò in mare, guidato solo dalla forza del suo sentimento.

Dopo giorni in balia delle onde, le correnti lo condussero sull’isola di Stromboli, dove incontrò Eolo, il dio dei venti. Impressionato dalla determinazione del giovane, Eolo lo accolse nella sua dimora e lo trattenne per sette anni, insegnandogli i segreti del mare e dell’arte della navigazione. Nonostante ciò, il pensiero della
ninfa non lo abbandonava. Mosso a compassione, Eolo gli indicò una maga sulle coste calabresi che avrebbe potuto aiutarlo.

Gaziano tornò nella sua terra e si recò dalla maga, che gli svelò la verità: la ninfa era una creatura divina, figlia di Teti, e il loro amore era impossibile a causa della distanza tra i loro mondi. Tuttavia, la maga gli consigliò di propiziarsi il favore di Teti attraverso un sacrificio rituale. Il giovane eseguì il rito con devozione,
invocando la dea affinché gli permettesse di rivedere la sua amata.
Alla fine del sacrificio, dalle onde emerse una grande conchiglia, da cui uscì la ninfa. Gaziano le dichiarò il suo amore con tutto il cuore, ma la fanciulla rimase impassibile. Prima di scomparire di nuovo tra le acque, gli rivelò che il loro amore era destinato a non realizzarsi.
Sconvolto e disperato, Gaziano pianse incessantemente. Le sue lacrime si unirono al corso di un torrente naturale, che da quel momento prese il suo nome. Si narra che il torrente Gaziano, scorrendo verso il mare, sia diventato il simbolo del suo amore eterno e del sacrificio che egli fece per la ninfa. Secondo la leggenda, da
questo torrente ebbe origine la città di Bagnara Calabra.
Ancora oggi, il torrente Gaziano scorre nei pressi del quartiere Marinella, un simbolo del legame indissolubile tra Bagnara Calabra e il mare. La leggenda di Gaziano è un racconto di amore, sacrificio e devozione, che continua a vivere nella memoria della città e dei suoi abitanti.

 

www.academia.edu/

 

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A Proposito di Roberta Samperi

Nata a Messina nel 1985, si occupa di editoria, illustrazione e design. La formazione tra scenografia teatrale e cinema, ha lasciato un’attenzione costante alla costruzione dell’immagine e alla produzione multimediale. Negli anni il lavoro si è concentrato sul progetto grafico ed editoriale, sull’identità visiva e sul web in ambito culturale. Dal 2022 è abilitata all’insegnamento delle discipline audiovisive e multimediali, ma per scelta lavora come libera professionista, seguendo ogni progetto dall’impianto visivo alla coerenza finale.

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