Percorso:
  1. Start
  2. Immagini
  3. AI Art

La Ninfa Peloria e il Guerriero Pheramon - Roberta Samperi

Stampa hq su carta
15,00 
Stampa Fine Art 100% cotone
25,00 
Retro-stampa su policarbonato trasparente
30,00 

A Proposito di La Ninfa Peloria e il Guerriero Pheramon - Roberta Samperi

Il mito della Ninfa Pelòrias e del guerriero Fèremone racconta le origini leggendarie di Messina. Pelòrias, Ninfa delle acque, era una delle tante creature divine inviate dagli dèi a popolare il mondo. Insieme alle sue amiche Pachìno e Lilibèo, decise di viaggiare per trovare una dimora stabile.
Dopo aver attraversato terre e mari, le tre Ninfe giunsero in Sicilia, rimanendo incantate dalla sua straordinaria bellezza. Decisero di dividersi l’isola in tre punti: Pachìno scelse il promontorio rivolto verso la Grecia, Lilibèo quello che guardava l’Africa, mentre Pelòrias si stabilì a Capo Peloro, di fronte alla Calabria.
Pelòrias trasformò il territorio che aveva scelto. Creò laghi come Ganzirri, Faro e Margi, rendendo la zona rigogliosa con fiori, frutti e campi fertili.
I primi abitanti umani costruirono le loro capanne intorno ai laghi e iniziarono a vivere grazie alle risorse donate dalla Ninfa: pescavano nei laghi e nel mare, raccoglievano mitili e creavano vasellame. Grati per la sua protezione, dedicarono un tempio a Pelòrias al centro del lago Margi. La Ninfa, vestita di bisso pregiato e con una coroncina di foglie lacustri, regnava su queste terre con grazia e amore per la natura.
Pelòrias si unì in matrimonio con Fèremone, un valoroso guerriero figlio di Eolo, il dio dei venti. Fèremone era uno dei figli di Eolo e della moglie Enarete, e giunse in Sicilia dalle Eolie per stabilirsi con Pelòrias. I due sposi vissero felicemente nella città di Risa, situata vicino al lago Margi, insieme agli abitanti che prosperavano grazie alle risorse naturali create dalla Ninfa. Un giorno, un terremoto catastrofico, voluto dal Fato, fece sprofondare la città di Risa e il lago Margi.
Pelòrias, Fèremone e l’intera popolazione furono inghiottiti dalle acque, insieme al tempio della Ninfa.
La città sommersa divenne leggenda, e il lago Margi si trasformò in una palude spettrale. I pescatori iniziarono a raccontare storie di voci e lamenti che si udivano al calar della notte, attribuendoli ai fantasmi degli abitanti di Risa o alla Fata Morgana, che visitava i resti della città sommersa.
Secondo il mito, la Fata Morgana si innamorò della contessina Mariselva, abitante di Risa, e convinse Nettuno a sprofondare l’intera città per portare la giovane negli abissi. Tuttavia, Mariselva non si adattò mai alla vita sott’acqua e rimase addormentata nel suo letto, visitata solo dalla Fata Morgana, che cantava il suo dolore.
Pelòrias e Fèremone non perirono del tutto. Il Fato concesse loro di vivere eternamente nella terra del Peloro. Invisibili agli occhi umani, si dice che continuino a vagare tra i laghi di Ganzirri e il promontorio del Faro, custodi silenziosi di una terra intrisa di magia e di leggende antiche.

 

C.M. Pellicanò, Messina Misteriosa – Miti e Leggende della Città dello Stretto,
Samperi Editore, Messina, 2017

 

***

 

Questa illustrazione è stata estratta dall’edizione 2026 del Calendario “I Miti dello Stretto” (acquistabile qui).

A Proposito di Roberta Samperi

Nata a Messina nel 1985, si occupa di editoria, illustrazione e design. La formazione tra scenografia teatrale e cinema, ha lasciato un’attenzione costante alla costruzione dell’immagine e alla produzione multimediale. Negli anni il lavoro si è concentrato sul progetto grafico ed editoriale, sull’identità visiva e sul web in ambito culturale. Dal 2022 è abilitata all’insegnamento delle discipline audiovisive e multimediali, ma per scelta lavora come libera professionista, seguendo ogni progetto dall’impianto visivo alla coerenza finale.

DETTAGLI

*Su MEZZODì gli autori ricevono il 90% dai sostegni e l'80% dalle vendite
Le riproduzioni sono certificate per qualità di stampa, supporti e fedeltà alla creazione dell'autore.
Tavola realizzata con Open AI per l'edizione del calendario "I Miti dello Stretto"
formato foglio cm 40x22 | 2024

VUOI PUBBLICARE SU MEZZODÌ?

Contattaci

Le nostre proposte: