A Proposito di Impronta 014 - Guillermo Laurin
Composizione:
Due volti affiorano dal nero. Frammenti ravvicinati. Non si fronteggiano, si sfiorano. La distanza è
minima, tutta giocata sul respiro del contatto. La bocca, la guancia, la linea del naso diventano
superfici in tensione, poco riconoscibili.
La pelle registra l’urto lieve dell’avvicinamento, si deforma, acquista carica emotiva. Il gesto non
cerca una forma definitiva, resta sospeso, intimo, momentaneo. Un sussurro in uno spazio ristretto,
dove i corpi vivono una relazione che si deposita come impronta condivisa.
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Tecnica:
La tecnica analogica a contatto inserisce l’opera nella tradizione della fotografia cameraless e del
fotogramma, sviluppata nelle ricerche di Man Ray e László Moholy-Nagy. La forma prende corpo
dall’impronta e dalla luce. L’immagine agisce come traccia fisica. La superficie fotosensibile
assorbe pressione, microstrutture e masse corporee, restituendo uno studio anatomico ultra realistico
fondato sull’indice. La distorsione assume valore plastico e produce una visione di matrice cubista,
sincronica nello spazio e nel tempo, dove più piani corporei si depositano nello stesso presente
dell’esposizione. Il bianco e nero concentra lo sguardo sulla materia, sul peso e sulla superficie,
affidando al contatto il compito di produrre conoscenza.
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Questa immagine è disponibile anche come stampa su:
– Taccuino
– Maglietta
– Borsa shopper
Guillermo Fernando Laurin Salazar lavora tra fotografia, cinema, documentario e teatro, con un percorso che attraversa America Latina ed Europa e si sviluppa da oltre quarant’anni in ambito artistico, educativo e produttivo.
Formato tra Colombia e Italia, costruisce la propria pratica attorno alla luce come linguaggio, alla relazione tra corpo e spazio e al lavoro collettivo nei contesti culturali.
Nel corso della sua attività ha collaborato con emittenti e agenzie internazionali come RAI, Mediaset, La7, Sky, Euronews, ABC e APTN, operando come direttore della fotografia e operatore di ripresa in ambito televisivo e documentaristico. Ha lavorato per società di produzione tra cui Wesson & Boyle, Time Code e NPE Video, occupandosi di reportage, servizi culturali e produzioni a carattere sociale e ambientale.
In ambito cinematografico e documentario ha firmato la regia e la produzione di IGNORANT: No Carbone a Saline (2013) e ha realizzato lavori di ricerca visiva in Ecuador e Colombia, tra cui un documentario sulla figura di Monsignor Leonidas Proaño. Parallelamente, porta avanti un’intensa attività nel teatro come lighting designer, direttore tecnico e direttore della fotografia di scena, collaborando stabilmente con l’Associazione Culturale Teatro Primo e con festival come il Magna Graecia Festival, per produzioni quali Elektra, La lunga notte di Medea, Anna Capelli, Inganni, La morte addosso e Piagata.
Accanto al lavoro artistico, Laurin svolge da anni attività di formazione in ambito audiovisivo e fotografico, insegnando in istituti tecnici, musei e fondazioni culturali, con particolare attenzione all’uso della luce e alle tecniche analogiche di ripresa e stampa.
DETTAGLI
*Su MEZZODì gli autori ricevono il 90% dalle donazioni e l'80% dalle vendite
Le riproduzioni sono certificate per qualità di stampa, supporti e fedeltà alla creazione dell'autore.
Opera originale: Fotografia analogica a contatto
34x25 cm | 2015