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La città sommersa di Risa - Roberta Samperi

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A Proposito di La città sommersa di Risa - Roberta Samperi

La leggenda narra che Risa fosse un’antica città situata nella contrada Margi, vicino agli attuali laghi di Ganzirri e Faro, presso lo Stretto di Messina.
Era una città ricca e prospera, circondata da fertili campi e rigogliose lagune. La sua fama si estendeva oltre la Sicilia per la bellezza dei suoi palazzi, costruiti con marmi scintillanti, e per la vita vivace che animava le sue strade. Gli abitanti vivevano in armonia con la natura e prosperavano grazie alle risorse offerte dalle
acque e dai campi circostanti.
La città prendeva il nome dalla sua principessa, Risa, una donna conosciuta per la sua grazia e il suo amore per la terra. Governava con giustizia e saggezza, guidando il popolo verso una vita di pace e abbondanza.
Tuttavia, un giorno, la sorte di Risa cambiò per sempre. Un violento terremoto colpì la regione, scuotendo la terra fino alle sue fondamenta. Le case, i templi e le strade furono inghiottiti dal terreno che si aprì sotto di loro. La città intera sprofondò, lasciando dietro di sé solo una grande depressione che nel tempo si riempì di acqua, formando il lago Margi.
Ma la leggenda non finisce qui. Si dice che i resti della città giacciano ancora intatti sul fondo del lago, sommersi ma vivi nella memoria del popolo. In particolari notti calme, quando le acque sono trasparenti e ferme, si racconta che sia possibile intravedere le antiche mura della città di Risa e persino udire il rintocco di una campana, proveniente dalla chiesa sommersa.
Secondo i pescatori, quel suono è un presagio che avverte dell’arrivo di burrasche imminenti.
La leggenda si intreccia con un’altra figura mitologica, la Fata Morgana, celebre incantatrice legata alle tradizioni dello Stretto di Messina. Morgana, innamoratasi della Sicilia e attratta dalla bellezza di Risa, avrebbe scelto questa città come sua dimora. Si racconta che, nelle notti di luna piena, Morgana emerga dalle
acque del lago per raccontare storie d’amore e di dolore, accompagnata da altre creature magiche che abitano con lei nella città sommersa.
Alcuni credono che il terremoto che distrusse Risa non fosse un evento naturale, ma un atto del dio Nettuno, deciso a soddisfare il desiderio della Fata Morgana di portare l’intera città nei fondali marini per farne il suo regno. Tra le sue vittime ci sarebbe anche Mariselva, una giovane contessa di Risa, rapita da Morgana e
addormentata per sempre nel suo letto, visitata solo dalla fata stessa.
Risa rimane oggi un simbolo del mistero e del mito, un luogo intriso di storie che si intrecciano con la natura selvaggia e affascinante dello Stretto di Messina. La leggenda continua a vivere, alimentata dai racconti tramandati da generazioni, e rappresenta uno dei tanti tesori nascosti nella tradizione mitologica della Sicilia.

 

universome.unime.it/

 

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Questa illustrazione è stata estratta dall’edizione 2026 del Calendario “I Miti dello Stretto” (acquistabile qui).

A Proposito di Roberta Samperi

Nata a Messina nel 1985, si occupa di editoria, illustrazione e design. La formazione tra scenografia teatrale e cinema, ha lasciato un’attenzione costante alla costruzione dell’immagine e alla produzione multimediale. Negli anni il lavoro si è concentrato sul progetto grafico ed editoriale, sull’identità visiva e sul web in ambito culturale. Dal 2022 è abilitata all’insegnamento delle discipline audiovisive e multimediali, ma per scelta lavora come libera professionista, seguendo ogni progetto dall’impianto visivo alla coerenza finale.

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