Nel 965 Messina si trovava sotto il dominio arabo, un periodo caratterizzato da razzie e pirateria nei mari dello Stretto. Tra i più temuti predatori c’era il Principe Hassam Ibn-Hammar, un giovane moro di imponente statura, leader di un gruppo di pirati che depredava navi e villaggi lungo le coste del Mediterraneo. Durante una delle loro incursioni, Hassam e i suoi uomini raggiunsero il rione Camaro,
dove incontrò una giovane di straordinaria bellezza: Mata, una fanciulla alta e robusta dal portamento regale.
Hassam si innamorò di lei al primo sguardo e cercò di conquistarla con parole dolci, ma Mata, diffidente, cercò di evitarlo. Deciso a conoscerla, il Principe scoprì la sua abitazione e chiese a suo padre, Cosimo II, signorotto del Castellaccio, la mano della figlia. Al rifiuto di Cosimo, Hassam si infuriò e ordinò ai suoi uomini di devastare il villaggio. Mata e la sua famiglia riuscirono a fuggire nascondendosi in una casa di campagna sui Colli San Rizzo, ma i pirati li rintracciarono. Mata venne rapita e portata sulla nave di Hassam.
Nonostante le insistenze del Principe, Mata rimase distante e trovò conforto solo nelle sue preghiere cristiane. Hassam, innamorato sinceramente, capì che la forza e i doni non avrebbero mai conquistato il cuore della giovane. Decise allora di cambiare. Promettendo a Mata di abbandonare la pirateria, le propose
di vivere insieme in pace. La ragazza, inizialmente scettica, accettò la proposta quando Hassam giurò di convertirsi al cristianesimo.
Tornati a Camaro, Hassam ricevette il battesimo cristiano, assumendo il nome di Grifo. La sua gigantesca statura gli valse il soprannome di Grifone. Dimostrando il suo pentimento, abbandonò la pirateria e iniziò una nuova vita, dedicandosi alla coltivazione dei campi. La sua trasformazione commosse Mata, che finì per
innamorarsi di lui. I due si sposarono cristianamente e iniziarono una famiglia.
Dal loro amore nacquero numerosi figli che si diffusero nel rione Camaro e successivamente in tutta Messina. Mata e Grifone divennero figure leggendarie, riconosciuti dai messinesi come i loro antichi progenitori. La loro storia, un simbolo di amore, redenzione e unione tra culture diverse, è celebrata ancora oggi nella tradizione della città. Ogni anno, durante le festività di Messina, le figure di Mata e Grifone vengono portate in processione come giganti simbolici, ricordando a tutti le origini leggendarie della comunità e il potere trasformativo dell’amore e della pace.
C.M. Pellicanò, Messina Misteriosa – Miti e Leggende della Città dello Stretto, Samperi Editore, Messina, 2017.
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Questa illustrazione è stata estratta dall’edizione 2026 del Calendario “I Miti dello Stretto” (acquistabile qui).