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Naufragium - Gianka (Giancarlo Privitera)

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A Proposito di Naufragium - Gianka (Giancarlo Privitera)

Un’opera intensa e stratificata, che affronta il tema della migrazione e del distacco dalle proprie radici per necessità, in particolare da parte della classe operaia, con una forza visiva che intreccia simbolismo, tensione sociale e mito collettivo. Realizzata in olio su tecnica mista su tavola di legno, l’opera si impone come un manifesto visivo in cui ogni elemento è carico di significati incrociati, tra realtà e allegoria.

Una mano gigantesca emerge dalla terra e dal mare e stringe un martello. Sull’impugnatura si aggrappano corpi in bilico tra ascesa e caduta, che richiamano insieme la fatica del lavoro e l’instabilità del viaggio migrante, la volontà di resistere e il rischio di crollare. Il martello, carico di ambivalenza, diventa zattera, strumento, arma, appiglio.

Sul fondale, i grandi pesci antropomorfi sono un riferimento ironico e amaro all’identità messinese – i “buddaci”, come vengono chiamati in dialetto gli abitanti della città, pesci che restano a bocca aperta, immobili, inerti. Con questo riferimento, Privitera riporta il discorso sulla migrazione dentro la sua terra natale, alludendo alla condizione sospesa e spesso marginale del Meridione italiano, e più in generale a quella dei “sud” del mondo: territori svuotati, osservati, dimenticati o sfruttati, da cui si parte per necessità.

Il fondo marino, vibrante di colore e materia, è una mappa instabile di rotte interrotte e derive culturali. Le radici rosse che avvolgono l’avambraccio evocano l’appartenenza profonda, il legame carnale con una terra che, pur abbandonata, continua a scorrere nel sangue. Il contrasto tra la fluidità acquatica e la forza del gesto umano genera un’iconografia contemporanea che riecheggia i fregi narrativi antichi, ma li reinterpreta con una grammatica visiva che guarda anche al surrealismo politico e al simbolismo postmoderno.

Naufragium è, in definitiva una condizione esistenziale che riguarda chiunque viva una frattura tra ciò che lascia e ciò che cerca. E quel martello, stretto con forza, resta un segno sospeso tra costruzione e protesta.

A Proposito di Gianka (Giancarlo Privitera)

Scuderia 77. Messinese nel sangue e nell’anima, Giancarlo P. unisce l’occhio dell’artista alla sensibilità del comunicatore. Dopo un percorso formativo in meccanica industriale, si avvicina da autodidatta al disegno e alla grafica, sperimentando fin dagli anni Novanta con xerografia, china e illustrazione digitale. La svolta arriva con l’ingresso in una storica corniceria d’arte nella piazza del Duomo di Messina, spazio vitale e crocevia di incontri che segna il suo primo impatto con il mondo artistico. Nel frattempo si muove con anticipo sulla frontiera del web, contribuendo alla nascita di una delle prime web tv italiane. È in questo contesto pionieristico che intreccia definitivamente creatività visiva e ricerca tecnologica. Da allora ha lavorato tra editoria, stampa, comunicazione e graphic design, passando con disinvoltura dal ruolo di art director a quello di illustratore, da tecnico tipografico a autore visivo. Le sue opere sono state esposte in contesti come la Biennale delle Arti dell’Unità d’Italia (Reggia di Caserta, 2004), “Cyberinterazioni” (Udine, 2000) e mostre collettive presso il Salone degli Specchi di Palazzo dei Leoni a Messina. Suoi lavori sono apparsi su riviste di riferimento come Computer Arts (edizioni del 2004 e 2009), Art in Italy e su numerose copertine del periodico culturale Ufficio Spettacoli. Ha inoltre illustrato pubblicazioni di narrativa e poesia per editori indipendenti. Oggi è attivo come grafico in una storica tipografia messinese e continua a coltivare il suo sguardo sul mondo, raccontando l’essere umano e la società con una poetica lucida, diretta e stratificata.

DETTAGLI

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Le riproduzioni sono certificate per qualità di stampa, supporti e fedeltà alla creazione dell'autore.
Opera originale: Tecnica mista su tavola di legno
60x100 cm | 2024

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