Glauco, figlio del dio Nettuno e della ninfa Eutea, nasce nella città di Antedone, in Beozia. Cresciuto in bellezza e forza, lascia la sua terra per esplorare il mondo, fino ad arrivare a Capo Peloro, sullo Stretto di Messina.
Incantato dalla bellezza del luogo, con il mare cristallino e il tranquillo villaggio di pescatori, decide di stabilirvisi. Con legno di pino costruisce una barca che dipinge con i colori del mare, diventando un pescatore esperto e generoso. Condivide il pescato con gli abitanti del villaggio, guadagnandosi la loro stima. La sua straordinaria bellezza, con occhi azzurri e un fisico possente, attira sirene e ninfe marine che si avvicinano per ammirarlo.
Un giorno, sulla spiaggia, incontra Scilla, una giovane di straordinaria bellezza e dolcezza, che si innamora di lui a prima vista.
Scilla, figlia delle divinità marine Forco e Ceto, è consapevole della tragica profezia che incombe sulla sua famiglia: tutti i figli di Forco sono destinati a diventare mostri. Nonostante ciò, tra lei e Glauco nasce un tenero sentimento. Ogni giorno, Scilla si reca sulla spiaggia per osservare Glauco mentre prepara le reti e attendere il suo ritorno dal mare.
La loro serenità viene turbata dall’arrivo di Circe, una maga potente e crudele, nota per i suoi incantesimi con cui seduce e trasforma gli uomini in animali. Giunta a Capo Peloro, Circe rimane affascinata da Glauco e cerca di conquistarlo.
Per eliminare Scilla, stringe amicizia con lei e, con un inganno, la convince a fare un bagno in mare dove ha versato un filtro magico. L’incantesimo trasforma Scilla in un mostro marino con sei teste e dodici zampe. Ormai priva di sembianze umane, Scilla fugge in una grotta profonda dello Stretto.
Circe tenta di sedurre Glauco, ma egli la respinge con disprezzo quando scopre la verità su Scilla. La maga, temendo l’ira di Nettuno, abbandona Capo Peloro, lasciando Glauco nel dolore.
Egli tenta invano di avvicinarsi all’antro di Scilla, ma viene respinto dai suoi latrati e dalle sue sembianze spaventose. Nonostante ciò, Glauco continua a ricordare con nostalgia la dolce fanciulla che un tempo lo attendeva sulla spiaggia.
Un giorno, mentre pesca, Glauco scopre un’isola incantata ricoperta di un’erba magica. Assaggiandola, si sente ringiovanito e pieno di energia.
Convinto di morire, si getta in mare, ma subisce una trasformazione: diventa un tritone, metà uomo e metà pesce, con un tridente magico tra le mani. Divenuto immortale, si stabilisce nelle profondità dello Stretto, vicino alla grotta di Scilla.
Da allora, Glauco vive accanto a Scilla, senza poterla riabbracciare, ma proteggendo le acque dello Stretto. Nei giorni di tempesta, emerge per calmare le onde, eterno custode di un amore spezzato dal destino e dalla magia.
C.M. Pellicanò, Messina Misteriosa – Miti e Leggende della Città dello Stretto,
Samperi Editore, Messina, 2017
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Questa illustrazione è stata estratta dall’edizione 2026 del Calendario “I Miti dello Stretto” (acquistabile qui).