A Proposito di Impronta 003 - Guillermo Laurin
Composizione:
La parte bassa della schiena prende forma come un paesaggio inciso dalla pressione, con una valle
centrale che assorbe lo sguardo e due dorsali laterali che la serrano. La curva lombare lavora per
sottrazione e per rilievo, lasciando una zona sospesa che rende visibile la postura più della figura. Ai
margini, la pelle diventa grana, quasi trama mineralizzata, e il corpo si legge come materia in
deposito, come luce-tempo fissata sulla superficie. L’insieme produce la visione simultanea, dove il
volume si apre in piani contigui e l’anatomia si fototrasfigura in forma. In questo scarto, l’erotismo
entra come energia selezionata e dissimulata, spostata dalla posa al dettaglio, dalla seduzione al
contatto. Ne nasce un’immagine che sottrae il corpo alla circolazione facile e lo restituisce come
antimerce sensibile.
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Tecnica:
La tecnica analogica a contatto inserisce l’opera nella tradizione della fotografia cameraless e del
fotogramma, sviluppata nelle ricerche di Man Ray e László Moholy-Nagy. La forma prende corpo
dall’impronta e dalla luce. L’immagine agisce come traccia fisica. La superficie fotosensibile
assorbe pressione, microstrutture e masse corporee, restituendo uno studio anatomico ultra realistico
fondato sull’indice. La distorsione assume valore plastico e produce una visione di matrice cubista,
sincronica nello spazio e nel tempo, dove più piani corporei si depositano nello stesso presente
dell’esposizione. Il bianco e nero concentra lo sguardo sulla materia, sul peso e sulla superficie,
affidando al contatto il compito di produrre conoscenza.
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Questa immagine è disponibile anche come stampa su:
– Taccuino
– Maglietta
– Borsa shopper
Guillermo Fernando Laurin Salazar lavora tra fotografia, cinema, documentario e teatro, con un percorso che attraversa America Latina ed Europa e si sviluppa da oltre quarant’anni in ambito artistico, educativo e produttivo.
Formato tra Colombia e Italia, costruisce la propria pratica attorno alla luce come linguaggio, alla relazione tra corpo e spazio e al lavoro collettivo nei contesti culturali.
Nel corso della sua attività ha collaborato con emittenti e agenzie internazionali come RAI, Mediaset, La7, Sky, Euronews, ABC e APTN, operando come direttore della fotografia e operatore di ripresa in ambito televisivo e documentaristico. Ha lavorato per società di produzione tra cui Wesson & Boyle, Time Code e NPE Video, occupandosi di reportage, servizi culturali e produzioni a carattere sociale e ambientale.
In ambito cinematografico e documentario ha firmato la regia e la produzione di IGNORANT: No Carbone a Saline (2013) e ha realizzato lavori di ricerca visiva in Ecuador e Colombia, tra cui un documentario sulla figura di Monsignor Leonidas Proaño. Parallelamente, porta avanti un’intensa attività nel teatro come lighting designer, direttore tecnico e direttore della fotografia di scena, collaborando stabilmente con l’Associazione Culturale Teatro Primo e con festival come il Magna Graecia Festival, per produzioni quali Elektra, La lunga notte di Medea, Anna Capelli, Inganni, La morte addosso e Piagata.
Accanto al lavoro artistico, Laurin svolge da anni attività di formazione in ambito audiovisivo e fotografico, insegnando in istituti tecnici, musei e fondazioni culturali, con particolare attenzione all’uso della luce e alle tecniche analogiche di ripresa e stampa.
DETTAGLI
*Su MEZZODì gli autori ricevono il 90% dalle donazioni e l'80% dalle vendite
Le riproduzioni sono certificate per qualità di stampa, supporti e fedeltà alla creazione dell'autore.
Opera originale: Fotografia analogica a contatto
34x25 cm | 2015