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Nuova mappa dell’Isola di Filicudi - Davide Derossi

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A Proposito di Nuova mappa dell’Isola di Filicudi - Davide Derossi

Frequento l’isola da quando sono nato, nel 1968. A Filicudi ho imparato a camminare, poi da grande evidentemente ci ho preso gusto, e con il tempo sono diventato un escursionista provetto.
Quando, ogni anno, torno sull’isola, la prima cosa che faccio è andare in cima, per abbracciarla tutta con lo sguardo, per risentirmi a casa.

La montagna di Filicudi ha una storia millenaria, fatta di tanta fatica, di piccole lenze di terra rubate alla roccia, anche in luoghi impervi e quasi irraggiungibili. L’isola di Filicudi è infatti quasi completamente terrazzata, e appare come un gigantesco manufatto dell’uomo, costituito da migliaia di muri, alcuni realizzati con pietre enormi e antichissime, alcuni risalenti addirittura all’età del Bronzo, quando, per la prima volta, fu abitata.
Un manufatto che, a ben guardare, è stato costruito e plasmato dall’uomo in più di 4000 anni di storia, e che oggi è minacciato dalla mancanza di manutenzione e dal progressivo dilavamento operato dalle piogge.

Un tempo, a Filicudi, si coltivavano cereali, ulivi, frutta, uva, capperi, in quantità tali da sostenere, verso la metà dell’800, un fiorente commercio con l’esterno. Questo spiega il fatto che l’isola, pur avendo pochissime risorse idriche, fosse quasi interamente coltivata.

Si dice che, per conoscere davvero una montagna, non basti una generazione, e in effetti in 50 anni di escursioni ogni volta scopro dei nuovi anfratti, nuovi passaggi ora abbandonati. Ogni anno esploro un nuovo quadrante, cercando di raggiungere luoghi di cui non resta memoria, ogni parte dell’isola ha infatti un nome specifico legato alle storie delle persone che vi hanno abitato, agli eventi drammatici o, al contrario, positivi che nel tempo hanno segnato la vita della comunità, in altri casi si tratta di nomi legati a delle specifiche caratteristiche orografiche o vegetali. Toponimi che, come sempre, svelano anche usanze e storie antiche.

Attraverso una ricerca operata sulle cartografie disponibili e soprattutto sulle vecchie mappe catastali, ho ricostruito gran parte dei nomi oggi perduti, nonché gran parte degli antichi sentieri oggi non più esistenti. Questo è stato possibile anche grazie al fatto che l’isola è quasi interamente suddivisa in piccoli lotti di proprietà, e pertanto quasi completamente accatastata, con un’individuazione puntuale dei sentieri e delle mulattiere comunali. In alcuni casi è stato necessario compiere delle escursioni specifiche per verificare in loco la reale presenza di passaggi oggi introvabili.

La mia intenzione è anzitutto quella di recuperare frammenti, storie, percorsi, toponimi a rischio estinzione. Certamente non si tratta di un lavoro definitivo, ma di un lavoro in continua evoluzione. Anche per questo le stampe cartacee sono limitate, poiché le altre, che saranno disponibili on demand su questo sito, potranno di volta in volta essere aggiornate con nuove scoperte e definizioni.

Ogni anno infatti la mia mappa si dilata e si amplia, sfuggendo a una sola e precisa definizione, come l’allegoria della complessità del mondo intero, la cui intelligibilità non è afferrabile soltanto attraverso la sola ragione.

A Proposito di Davide Derossi

Davide Derossi è nato a Torino nel 1968, è architetto laureato alla Facoltà di Architettura di Torino ha conseguito il Dottorato in Progettazione Architettonica. È stato professore di progettazione a contratto presso il Politecnico di Milano, alla Facoltà di Architettura Civile dal 2003 al 2013. E’ socio dello studio Derossi Associati dal 1994, con cui pratica la professione nel campo dell’architettura, del design e dell’urbanistica. Con lo studio associato si è qualificato in numerosi concorsi di progettazione nazionali e internazionali. Dal 2016 al 2022 è stato membro del Consiglio direttivo dell’Unione Culturale Franco Antonicelli di Torino con cui ha organizzato incontri e dibattiti sulla cultura urbana. E membro del Consiglio direttivo IN/Arch Piemonte dal 2018. Ha pubblicato diversi saggi e articoli dedicati all’architettura e alle politiche urbane. Oltre alla professione di architetto pratica la fotografia come strumento di indagine sulle condizioni della città contemporanea. Grande amante della natura nel tempo libero si diletta con lo sci d’alpinismo e le escursioni in solitaria.

DETTAGLI

*Su MEZZODì gli autori ricevono il 90% dai sostegni e l'80% dalle vendite
Le riproduzioni sono certificate per qualità di stampa, supporti e fedeltà alla creazione dell'autore.
Opera originale: Disegno in scala 1:5000
113x83 cm | 2025

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