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Ninù - Articoli Liberi

Ninù - Articoli Liberi

scritto da Franco Malanima

In copertina: Marionnette, di Sarah Jarrett
Edizione cartacea
18,00 
E-book pdf
6,00 

A Proposito di Ninù - Articoli Liberi

«Napoli è la metropoli degli incontrollabili e dei disperati, dei ribelli e degli afflitti. È la città dell’orgoglio di chi resta, e della codardia di chi parte. Ma anche chi parte, chi sembra abbandonarla, lo fa perché la ama troppo.»

Ninù è nato e cresciuto nel Real Albergo dei Poveri, detto anche il Serraglio. Dietro quelle mura, quando era poco più di un bambino, ha subito abusi e maltrattamenti che lo hanno segnato per il resto della sua vita. Ancora oggi, lungo i vicoli del centro antico, Ninù passa da un alloggio all’altro senza sapere dove andare, perseguitato da un senso di smarrimento e ossessionato dall’ereditarietà della colpa. Nel suo vagabondare, si circonda di esclusi, di emarginati, si lascia coinvolgere in attività ai limiti dell’illegalità, fino a quando gli viene offerta una salvezza. Sullo sfondo, una Napoli inedita, notturna, sfarinata, testimone di un perdono che arriva all’improvviso, come un’epifania, una presa di coscienza dei propri sbagli.

Dietro la storia di un uomo e della sua disgraziata esistenza, si cela quella più antica di un popolo di oppressi, di dimenticati, tutti privati simbolicamente di qualcosa, i denti, una gamba, la voce… devoti ai santi e ai numeri, alla provvidenza e alla speranza. Personaggi mostruosi, forse perché troppo umani. In un continuo scambio tra l’infanzia e l’età adulta, tra memoria e presente, Ninù si fa interprete del nostro bisogno disperato di amare e di essere amati.

 

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Un romanzo che ricorda “Montedidio” di Erri De Luca, con una Napoli intimista e psicologica. Ricorda anche l’ereditarietà della colpa ne “La ferocia” di Nicola Lagioia, ma con una componente mistica e pietosa più marcata. Un romanzo che dialoga con la Napoli notturna di Domenico Rea, soprattutto “Ninfa plebea”, raccontando la colpa e il perdono attraverso una voce errante e profondamente umana: in ogni pagina, un corpo a corpo. E ricorda infine con “Lacci” di Domenico Starnone: la memoria come ferita che non si rimargina; il senso di colpa che attraversa tutta la vita; una Napoli come presenza morale, anche quando non è in scena.

 

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Franco Malanima – Scrittore e traduttore napoletano. Direttore fondatore di «Articoli Liberi», amante della letteratura latinoamericana e autore di circa venti romanzi. Dopo molti anni tra Francia e Stati Uniti, si è stabilito sul lago di Annecy, con sua moglie, sua figlia, un cane e due pappagalli.

 

A Proposito di Articoli Liberi

Articoli Liberi è stata fondata nel 2017 dallo scrittore napoletano Franco Malanima e dalla traduttrice francese Félicia Lignon. Dapprima era una rivista letteraria, illustrata da artisti di fama internazionale, e interamente sostenuta dai lettori; in seguito è diventata anche una casa editrice. In questi anni, abbiamo pubblicato migliaia di testi: racconti, poesie, interviste e articoli di approfondimento. Il nostro scopo è promuovere la letteratura di vari paesi in traduzione italiana. Abbiamo ospitato molte penne affermate, oltre a nuove voci scoperte grazie a noi e ripubblicate da ottime case editrici. Cerchiamo testi inediti, con contenuto e taglio originali, curati nella forma e nella lingua. Lo stile è essenziale. Sono i benvenuti gli scritti in prima persona, soprattutto legati a tematiche letterarie. Accettiamo anche proposte audiovisuali, come letture, recensioni, interviste. Da gennaio 2025, pubblichiamo romanzi e raccolte di autori italiani e in traduzione. Per costruire il nostro catalogo, ci siamo prefissati due criteri fondamentali: la bellezza e la necessarietà di ogni testo. Pubblichiamo pochi libri, scelti con cura. Traduciamo le voci più interessanti del panorama letterario internazionale. Nel selezionare i manoscritti, teniamo presenti la qualità letteraria, lo stile e la storia. Siamo alla costante ricerca di testi originali e inclassificabili. Amiamo la sperimentazione linguistica, i punti di vista insoliti, i romanzi altrove considerati eccentrici, troppo ambiziosi o troppo visionari; gli autori scomodi, politicamente scorretti, e in generale tutte quelle storie in cui si intuisce che dietro c’è del vissuto.

DETTAGLI

*Su MEZZODì gli autori ricevono il 90% dalle donazioni e l'80% dalle vendite
Articoli Liberi | 2025
copertina flessibile 13x20 | pag. 272 | ITA
ISBN 9782491229191

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