“Agitatevi con calma” è una biografia romanzata di Angelo Di Gregorio, nato nel 1902 e morto nel 1960, a Pietraperzia. In suo ricordo, a Pietraperzia, esiste una via a lui intitolata. L’arco di tempo in cui si svolgono i fatti è quindi la prima metà del Novecento, raccontati con uno stile affabulatorio e avvincente.
“Una narrazione che conquista subito. Si legge bene e appassiona e cattura fin dalle prima pagine. Una bella storia”.
Elisabeth Allavena, 22 gennaio 2021
“È fantastico. Un viaggio storico, un documentario quasi vivente. Adoro leggere il siciliano. La lettera del Soldo al soldato è bellissima. Complimenti per averla trovata. Sto imparando tantissimo sia di storia dell’Italia, dal Re Ferdinando a Giolitti, il truce. Complimenti!”
Matteo Metta 8 gennaio 2021
Un laboratorio di ricerca e scrittura, come tessere una tela della memoria strappata e scucita, per ricostruire un percorso, quello di Angelo Di Gregorio, mai incontrato e di cui sono rimasti pochi ma forti segni nella memoria popolare; che il protagonista sia il nonno dell’autore è forse un dettaglio: Angelo M. ricompone una trama con nomi e cognomi noti (Sandro Pertini, fra gli altri…) e “sconosciuti” (uno su tutti suo nonno Angelo): ne viene fuori un profilo di un socialista siciliano che si confronta con amici anarchici, cattolici come sua madre, Maria Cipolla, vicina al pensiero di don Luigi Sturzo, altra figura portante della “trama”; i martiri socialisti siciliani (Canzio, Alongi, Panepinto, Salvatore Carnevale…) e le “mancanze” dei dirigenti socialisti degli anni ‘20, Belgrado Pedrini e l’amnistia di Togliatti, Silvio Milazzo e Fanfani; tra documenti e spunti romanzati, riemerge l’articolo del giornale l’Avanti del 1954 che fa chiudere una pasticceria di Palermo dove si vendevano confetti all’eroina!
Nella trama un filo conduce la tessitura, quello di un sarto e socialista del suo tempo, che esprime una forma di diserzione dal “progresso” che “è solo progresso dell’industria”, per ricordare che la sola via di liberazione radicale dal fascismo e dall’industrialismo, è quella di diventare “capitalisti di sé stessi”, sia con la cooperazione che con la consapevolezza del valore dell’individuo in sè, non solo in quanto lavoratore…