A Proposito di L’aceddu ‘nta iaggia non canta p’amuri ma canta pì raggia - Oriella Maggio
Che si tratti del palcoscenico sociale o di un amore in subbuglio, l’aceddu non intona dolci melodie sentimentali, ma sferza nell’aria un grido d’invidia e ribellione. In questo scenario surreale, il suo canto si trasforma in una metafora vivente, un’eco di tradizione fatta di immagini audaci e parole che non temono di infrangere ogni convenzione.
Oriella, messinese e laureata all’Accademia di Belle Arti di Palermo, utilizza il disegno come manifestazione intima del proprio pensiero, credendo fondamentale l’idea che l’arte è mezzo di comunicazione.
Le sue opere intrecciano emozioni personali e critica sociale ma restano allo stesso tempo un segno netto, evidenziato tramite l’uso di marker indelebili.
La sua arte riflette i contrasti della sua vita: forza e fragilità, luce e ombra, amore e solitudine.
Il suo percorso artistico non si sofferma solo al disegno ma si materializza nella trasformazione tridimensionale dei metalli: le sculture che ne derivano, prendono funzionalità diventando oggetti d’arredamento.
Nel 2018 fonda La Bottega del Genio a Palermo, un laboratorio artigianale nel cuore della Vucciria, uno spazio che le dà la possibilità di sperimentare collaborazioni con altri artisti e di abbattere i disagi sociali tramite l’uso libero dell’arte in strada.
DETTAGLI
*Su MEZZODì gli autori ricevono il 90% dai sostegni e l'80% dalle vendite
Le riproduzioni sono certificate per qualità di stampa, supporti e fedeltà alla creazione dell'autore.
Opera originale: Markers indelebili su carta
In vendita: stampa numerata e autenticata | 21x29,7 cm