“Maracava” e “Rusidda” sono due opere in una: una commedia teatrale e una novella di Vincenzo Iaria Di Fede che Angelo Maddalena ripubblica dopo 120 anni, dopo un lavoro di ritrovamento e ricopiatura dei testi (uno dei quali autografo), con delle note integrative e due glossarietti, il tutto arricchito e completato da lettere autografe di Giovanni Verga ed Emile Zola, con i quali Vincenzo Iaria aveva sviluppato un carteggio.
Vincenzo Iaria Di Fede è nato nel 1855 a Pietraperzia ed è morto nel 1938. Avvocato e amministratore dei sette feudi della principessa Anita Drogo di Deliella. Sposato con Giuseppina Pietra, dalla quale ebbe sei figli. Scrittore di opere letterarie e teatrali e traduttore dal francese.
Maracava è un bozzetto scenico in atto unico pubblicato nel 1891. Inviato a Giovanni Verga il quale rispose all’autore. In questo libro è pubblicato per la prima volta il carteggio tra i due.
Rusidda è una novella pubblicata nel 1894 sulla rivista Falstaff. La copia qui pubblicata è stata “ricostruita” in base a dei fogli autografi ritrovati tra le carte dell’autore.
Questo libro non è solo la ripubblicazione di due opere scritte da mio bisnonno, e curato da me che ho intrapreso il mestiere di scrittore e traduttore dal francese, per una sorta di “mimesi inconsapevole” (fino a pochi anni fa, io e i miei familiari, quasi sconoscevamo le opere di Vincenzo Iaria, molte delle quali probabilmente andate perdute o sparse in riviste dell’epoca). É anche una raccolta di testi autografi (lettere di Giovanni Verga, una missiva di Émile Zola, una lettera di Antonino Iaria dal carcere, nel periodo del regime fascista…) e di note del curatore che ricostruiscono un contesto storico e danno valore a quella produzione letteraria “minore” che, leggendo queste pagine, si rivela inserita in un tessuto di autori italiani e stranieri cosiddetti “classici”.
A. M., dicembre 2024, Pietraperzia